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In questa guida andremo a vedere come realizzare una cloud privata, infatti consegnare i propri documenti ai servizi Cloud pubblici non è sempre la soluzione migliore, soprattutto se cerchiamo la massima riservatezza. Per avere il massimo controllo sui nostri file, evitando di affidarli a server sparsi per il mondo, possiamo usare un NAS e creare una Nuvola privata. Scopriamo insieme come fare e su quali modelli puntare. La Cloud è la vera rivoluzione degli ultimi anni. Attualmente, avere a disposizione i propri documenti ovunque siamo è un vantaggio irrinunciabile. Basta solo un accesso a Internet. Le soluzioni pubbliche sono davvero molte: Dropbox, OneDrive, Google Drive, Amazon Drive e molte altre. Alcune forniscono soltanto spazio di archiviazione, altre aggiungono strumenti per la modifica e la lavorazione dei file in gruppo. Oltre ai servizi e alle offerte gratuite o a pagamento, ognuno di questi attori ha una cosa in comune: prevede l'affidamento dei nostri documenti ai loro server sparsi per il mondo. Pensandoci bene, i rischi sono tanti, a cominciare dalla privacy. Mettiamo in pubblico foto, video e archivi di ogni genere, consegnandoli a piattaforme di cui non abbiamo il pieno controllo. Indubbiamente, la sicurezza delle Cloud pubbliche è di alto livello, ma si tratta comunque di servizi che ogni giorno sono oggetto delle attenzioni di hacker e malfattori. Inoltre, seppure con tutte le cautele del caso, memorizzare i dati nella Nuvola significa metterli a disposizione di un servizio che ne ha accesso diretto. Il miglior sistema per tenere al sicuro i nostri file è quello di lasciarli all'interno delle mura domestiche, mantenendo però tutti i vantaggi della Nuvola. Per farlo non serve un tecnico specializzato, né un genio dell'informatica. Basta uno dei tanti NAS di ultima generazione che fornisce funzioni di Cloud privata.

Iniziamo a creare un Cloud a casa nostra

Server in miniatura

NAS è l'abbreviazione di Network Attached Storage. Al di là dei termini tecnici, si tratta di un computer in miniatura che si collega alla rete locale e mantiene al suo interno qualsiasi documento vogliamo. È dotato di processore, RAM e di uno o più dischi fissi. Ha un sistema operativo specifico per la gestione dei file e supporta tutte le funzioni per la condivisione. In molti modelli recenti, troviamo la cosiddetta Cloud privata. Grazie ai servizi offerti dai produttori, tramite PC o dispositivo mobile, siamo in grado di accedere da Internet agli archivi contenuti nel NAS. Configurandone i permessi, possiamo anche abilitare altri utenti per fare altrettanto. Consentiamo o meno la lettura e la scrittura in una data cartella, abilitiamo il download o la modifica così via. Il tutto, mantenendo il pieno controllo sui dati memorizzati in un supporto che sta proprio sotto i nostri occhi. La sicurezza dipende dalla configurazione che adottiamo. I NAS, sotto questo punto di vista, mettono a disposizione diversi parametri di cui tenere conto. È però importante ricordare come il vero punto di forza consiste sempre nel firewall del router che gestisce la nostra rete locale. Se lo abbiamo impostato perfettamente, possiamo stare tranquilli. Le infrastrutture delle Cloud pubbliche hanno un alto livello di sicurezza, ma sono sempre sotto gli occhi dei collettivi hacker. Facendo una cloud privata, invece, siamo molto più invisibili di quanto pensiamo. Infatti, è difficile che un gruppo di pirati informatici si scateni contro un NAS domestico. In  parole povere, più il fornitore del servizio è grande e famoso e più sono le probabilità che venga attaccato con metodi sempre più avanzati.

Facile e veloce

Accedere alla Cloud privata da Internet è facilissimo. La maggior parte dei produttori di NAS mette a disposizione una piattaforma online raggiungibile con qualsiasi browser. Prima di collegarsi, è necessario creare un proprio utente. Per farlo è sufficiente accedere al pannello di configurazione del server e impostare username e password. Nel caso di Western Digital e dei suoi My Cloud, per esempio, il processo è davvero immediato. Dopo aver creato l'account personale, colleghiamoci a www.mycloud.com e premiamo il pulsante Accedi che si trova in mezzo alla pagina. Facciamoci riconoscere con le credenziali giuste e siamo subito dentro al NAS di casa. Allo stesso modo, possiamo regolare l'accesso per qualunque altra persona cui vogliamo consentire la visione o l'uso degli archivi memorizzati. Se preferiamo sfruttare un tablet o uno smartphone, il tutto è ancora più veloce. Basta scaricare l'App My Cloud da Google Play Store o Apple App Store.

Salvataggi perfetti

I NAS mettono sempre a disposizione molte funzioni per il backup dei dati. Il vantaggio di avere un server con supporto per la Cloud privata consiste nell'unire il processo di salvataggio con le opzioni di accesso al Web. Sempre portando l'esempio del My Cloud di WD, configuriamo il dispositivo per creare un backup continuo di ogni file che modifichiamo nel disco fisso del PC. Ogni volta che ne creiamo uno o apportiamo qualche cambiamento, il NAS lo registra in una propria copia nel suo disco fisso. Praticamente, sfruttiamo un'opzione di ridondanza che mette al sicuro da una possibile perdita di dati nel computer. Anche in questo caso, è la semplicità a farla da padrone. Sempre con il My Cloud, usiamo l'applicazione ufficiale WD Sync, http://bit.ly/2j8uQ7W. Se poi vogliamo mettere al sicuro ancora meglio gli archivi contenuti nel server, ricorriamo alla crittografia. Non è una funzione che è subito disponibile nelle opzioni del My Cloud o di altri NAS simili, ma niente vieta di impiegare programmi di terze parti come il potente e gratuito VeraCrypt, https:// veracrypt.codeplex.com. Creando una partizione criptata, inseriamo al suo interno i file più sensibili e li rendiamo illeggibili a chiunque.

Ampia scelta

I NAS, oltre alla Cloud privata, hanno diverse altre funzioni. L'investimento economico per acquistarli dipende dal modello, dalla presenza o meno dei dischi fissi, dalla loro capienza e dalle potenzialità. Ci sono soluzioni pronte all'uso a partire da 140 euro, con hard disk integrati da 2 TB. Tuttavia si può arrivare fino a 500 euro e oltre. Comunque, per esigenze che non sono professionali, con almeno 150 euro ci portiamo a casa dispositivi di buona fattura. Viste le tante alternative, scegliere un NAS con Nuvola privata richiede un po' di attenzione. A differenza dei servizi Cloud gratuiti, dovremo pur sempre aprire il portafogli. È quindi opportuno farlo in modo mirato, avendo cura di acquistare un dispositivo che risponde davvero alle nostre esigenze. Tutti i NAS in circolazione offrono servizi di base come la condivisione e il supporto per lo streaming di contenuti multimediali. Se però scarichiamo molto da Internet, assicuriamoci che il server integri un programma BitTorrent. In questo modo, lanciamo i download senza essere costretti a lasciare acceso il PC. Inoltre, se prevediamo l'uso del NAS per lo scambio dei documenti, è importante il supporto per FTP.

Come configurare la Cloud privata con il WD MyCloud


Come configurare la Cloud privata con il WD MyCloud

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1. Sul retro del WD My Cloud ci sono due porte. Una USB 3.0 cui collegare un eventuale altro disco fisso esterno e la Gigabit Ethernet . Connettiamo un'estremità del cavo di rete a quest'ultima e l'altra al modem router. Il dispositivo entra così a far parte della nostra LAN.


usare wd cloud per avere la nuvola a casa

2. Apriamo il browser di navigazione e colleghiamoci alla pagina www.wd.com/setup/wdmycloud. Selezioniamo con un clic del mouse il pulsante Download Setup Software Windows, installiamo il programma e iniziamo subito la configurazione.


come configurare il cloud creato a casa

3. L'applicazione rileva automaticamente il My Cloud e ci guida nella creazione degli utenti. Aggiungiamo il nostro, avendo cura di integrare i dati con nome, cognome e indirizzo email. Queste tre informazioni sono necessarie per configurare l'accesso alla Cloud privata.


accesso al servizio mucloud.com

4. Dopo aver terminato la configurazione del My Cloud, spostiamoci nella casella email che abbiamo indicato in fase di creazione dell'account. Troveremo un messaggio proveniente da noreply@mycloud.com che esorta a creare quanto prima una password per il nostro utente.


pagine home servizio mycloud.com

5. Carichiamo i file nel NAS in base alle necessità. Quando siamo fuori casa e vogliamo accedervi, colleghiamoci a http://mycloud.com. Premiamo Accedi e inseriamo indirizzo email e password dell'account creato nei passaggi precedenti. In pochi secondi siamo dentro al nostro server.


app mycloud.com per gestire cloude a casa

6. Se non abbiamo un PC a disposizione, ma vogliamo collegarci da smartphone, tablet o iPad, scarichiamo l'App gratuita My Cloud, quindi accediamo con le stesse credenziali usate al punto 5. Compaiono immediatamente i file archiviati nel NAS.

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